Economia

Calo del Trasporto Ferroviario Merci in Italia: Un Settore in Crisi

Il trasporto ferroviario merci in Italia segna un calo dell'8,1% nel primo semestre 2026, con le imprese che chiedono misure di sostegno per affrontare la crisi.
Di redazione Luglio 29, 2026

In Breve

Qual è il calo del trasporto ferroviario merci in Italia nel primo semestre 2026?
Il calo è dell'8,1% rispetto al primo semestre 2025.
Quali sono le cause principali del calo?
Le cause principali sono le interruzioni della rete per lavori di potenziamento infrastrutturale.
Cosa chiedono le imprese ferroviarie?
Le imprese chiedono un piano di rilancio e misure di sostegno adeguate.

Il trasporto ferroviario merci in Italia sta affrontando una crisi senza precedenti. Nel primo semestre del 2026, il volume complessivo del traffico ha registrato una contrazione dell’8,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con una perdita di oltre due milioni di treni/km. Questo calo segue un 2025 già negativo, che aveva visto una riduzione del 3,5%, segnando il terzo anno consecutivo di diminuzione.

Secondo Fermerci, l’associazione che rappresenta oltre l’80% delle compagnie cargo attive nel Paese, se il trend negativo dovesse continuare, il 2026 si chiuderà con una perdita complessiva superiore a 4 milioni di treni/km rispetto al 2025. Ciò porterebbe i volumi a circa 45 milioni di treni/km, riportandoli ai livelli del 2015. Rispetto ai 53,8 milioni registrati nel 2021, la flessione totale sarebbe di circa 9 milioni di treni/km in cinque anni.

Le associazioni di categoria indicano che la principale causa di questo calo è rappresentata dalle numerose interruzioni della rete ferroviaria, dovute ai lavori di potenziamento infrastrutturale finanziati dal PNRR. Questi interventi, sebbene necessari per migliorare la capacità e le prestazioni della rete, stanno imponendo deviazioni lunghe e costi di produzione maggiori, gravando sull’operatività delle imprese di trasporto merci.

Clemente Carta, presidente di Fermerci, ha espresso preoccupazione per il futuro del settore: «Il timore degli operatori è che, al termine dei lavori, l’Italia disporrà di una rete ferroviaria più moderna, ma di un settore merci drasticamente ridimensionato, non più in grado di sostenere gli obiettivi industriali e ambientali del Paese e dell’Europa». Carta ha inoltre sottolineato che le imprese continuano a non ricevere misure di sostegno adeguate, nonostante le promesse fatte dalle istituzioni.

«Le imprese continuano a non ricevere misure di sostegno adeguate: incentivi sottodimensionati, strumenti definanziati anche a investimenti già avviati e complessità burocratiche che ne ostacolano l’attuazione», ha dichiarato Carta. Le richieste avanzate dalle associazioni includono un piano pluriennale di rilancio per accompagnare le imprese, la proroga e il rifinanziamento di misure in scadenza (come il Ferrobonus e il contributo nazionale per le tecnologie ERTMS), e una rapida attuazione degli strumenti previsti. Inoltre, è fondamentale stabilire criteri di erogazione dei contributi più certi e rapidi per garantire la liquidità delle imprese e l’efficacia degli incentivi.

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