Economia

Rivoluzione nell’Industria dell’Ospitalità: Contratti di Filiera e Semplificazioni per un Turismo 4.0

Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria, presenta un progetto per un'industria dell'ospitalità più competitiva e sostenibile, attraverso contratti di filiera e semplificazioni normative.
Di redazione Luglio 16, 2026

In Breve

Qual è l'obiettivo del progetto di Massimo Caputi?
Rendere l'industria dell'ospitalità italiana più competitiva e sostenibile.
Cosa sono i contratti di filiera?
Strumenti per favorire progetti di investimento integrati nel settore turistico.
Qual è la sfida principale per l'attuazione delle riforme?
Garantire l'effettiva implementazione delle semplificazioni normative.

Massimo Caputi, presidente di Federturismo Confindustria dal 11 giugno, ha lanciato un ambizioso progetto per trasformare l’industria dell’ospitalità italiana in un modello 4.0, mirato a rendere il settore turistico più competitivo e accessibile. Con un attuale 55% di arrivi dall’estero, l’Italia si conferma come una delle destinazioni più attrattive a livello mondiale, ma la crescita del Paese risulta inferiore rispetto ad alcuni competitor del Mediterraneo. Infatti, mentre la Spagna registra un incremento del +7%, Roma si ferma a un +4%, evidenziando un ritmo di crescita italiano che è circa la metà di quello di Spagna e Grecia.

Per consolidare il vantaggio competitivo, Caputi sottolinea l’importanza di investire in innovazione, sostenibilità, destagionalizzazione e valorizzazione delle aree meno sviluppate. È cruciale, infatti, considerare che il 90% dei turisti frequenta solo il 10% del territorio, lasciando ampi margini per distribuire i flussi turistici e contrastare il fenomeno dell’overtourism.

Tra le proposte più significative c’è la semplificazione normativa, richiesta a gran voce dalle imprese del settore. Queste ultime chiedono regole più chiare e tempi certi, oltre a una pubblica amministrazione che supporti gli investimenti. Federturismo sostiene l’adozione di un decreto di semplificazioni sul turismo a “costo zero”, per superare le stratificazioni normative che si sono accumulate nel corso degli anni. Sebbene le proposte abbiano trovato accoglimento presso il ministro del Turismo e il Governo, Caputi mette in guardia sulla vera sfida: l’attuazione pratica delle riforme.

Un altro strumento centrale per il rilancio del settore è rappresentato dai “contratti di filiera”, introdotti con la Legge di bilancio 2026. Questi contratti sono pensati per favorire progetti di investimento integrati tra strutture ricettive, società di trasporto, imprese culturali, organizzatori di eventi, ristorazione, commercio e servizi, con l’obiettivo di generare economie di scala e aumentare la competitività. Tuttavia, affinché questi contratti possano funzionare, è necessario che siano accompagnati da procedure semplici, criteri chiari e tempi rapidi, evitando le sovrapposizioni e i ritardi burocratici che in passato hanno ostacolato l’implementazione di iniziative innovative.

Federturismo propone inoltre che il “contratto di filiera” diventi uno strumento permanente, finanziato con almeno il 20% del gettito della tassa di soggiorno, il cui introito nel 2026 è previsto superare 1,4 miliardi di euro. In questo modo, una parte delle risorse generate dal turismo potrebbe essere reinvestita direttamente per aumentare la competitività del settore.

Dal punto di vista strategico, il turismo è considerato una priorità industriale nazionale. Confindustria ha affidato la responsabilità del settore al vicepresidente Leopoldo Destro, e tra le proposte a medio termine figurano strumenti finanziari innovativi, il ricorso a progetti di comune interesse europeo (IPCEI) e la collaborazione con soggetti come Cassa Depositi e Prestiti, attualmente marginali nel comparto. La visione prospettica delineata prevede un turismo per il 2030 più destagionalizzato, competitivo, digitale e sostenibile, capace di creare valore diffuso, attrarre investimenti e innovazione, e generare maggiore valore per imprese, lavoratori e territori.

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