Economia

Crisi dell’olio d’oliva: oltre 200mila tonnellate in giacenza in Puglia e Calabria

La Puglia e la Calabria chiedono lo stato di crisi per il settore dell'olio d'oliva, con oltre 200mila tonnellate di giacenze invendute.
Di redazione Agosto 6, 2026

In Breve

Qual è la situazione attuale dell'olio d'oliva in Italia?
Oltre 200mila tonnellate di olio d'oliva sono in giacenza, principalmente in Puglia e Calabria.
Cosa hanno richiesto Puglia e Calabria al governo?
Hanno richiesto lo stato di crisi per il settore olivicolo.
Quali misure sono state proposte per affrontare la crisi?
Attivazione di un bando per destinare olio agli indigenti e riattivazione dell'aiuto allo stoccaggio privato.

La crisi del settore olivicolo italiano si fa sempre più grave, con giacenze di olio d’oliva che superano le 200mila tonnellate. Queste scorte, accumulate nei frantoi e nelle cooperative, risalgono alla campagna precedente e sono rimaste invendute, creando preoccupazioni per la prossima annata di raccolta.

Le regioni di Puglia e Calabria, che insieme rappresentano oltre la metà della produzione nazionale di olio d’oliva, hanno ufficialmente richiesto al Ministero dell’Agricoltura di dichiarare lo stato di crisi per il settore. Questa richiesta è motivata dalla necessità di affrontare una situazione che, se non gestita, potrebbe compromettere gravemente la raccolta della nuova produzione.

La maggior parte delle giacenze è detenuta dai frantoi, piccole imprese artigiane che non rientrano sotto la giurisdizione diretta del Ministero dell’Agricoltura. In risposta a questa situazione, il Ministero ha comunicato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha mostrato disponibilità a discutere la crisi nei tavoli agroindustriali.

Coldiretti, l’associazione agricola italiana, ha richiesto l’attivazione di un bando per destinare partite di olio extravergine agli indigenti. Il sottosegretario con delega al settore, Patrizio La Pietra, ha confermato che si sta lavorando per attivare questa misura nel minor tempo possibile.

Tommaso Loiodice, presidente dell’Unapol, ha descritto la situazione come «davvero difficile», evidenziando che lo scorso anno i frantoiani avevano acquistato l’olio a 7-8 euro al chilo, mentre oggi i prezzi si attestano sui 4-4,5 euro. Questo calo dei prezzi è aggravato dall’aumento dei costi di gasolio e fertilizzanti, rendendo la situazione ancora più insostenibile per i produttori.

Tra le misure proposte per affrontare la crisi ci sono la riattivazione dell’aiuto allo stoccaggio privato, utilizzando i fondi dell’Ocm olio destinati ai piani operativi, che ammontano a circa 34 milioni di euro all’anno. Inoltre, è necessario un maggiore impegno lungo la filiera, coinvolgendo la grande distribuzione e promuovendo iniziative di valorizzazione del prodotto.

Loiodice ha anche contestato le rappresentazioni del comparto come caratterizzato da frodi diffuse, sottolineando che la stragrande maggioranza degli operatori rispetta le regole e lavora con serietà. La crisi attuale, quindi, non è solo una questione di mercato, ma anche di reputazione per un settore che ha fatto dell’eccellenza il suo marchio di fabbrica.

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