Energia

Data Center in Europa: La Mancanza di Trasparenza sui Consumi Energetici e Idrici

Un'indagine rivela che molti data center europei non rendono pubblici i dati sui loro consumi di acqua ed energia, nonostante le normative dell'Unione Europea.
Di redazione Ottobre 1, 2026

In Breve

Perché i data center non rendono pubblici i loro consumi?
Molti data center non rendono pubblici i dati sui consumi di energia e acqua a causa di clausole di riservatezza richieste dall'industria.
Qual è la situazione nei Paesi Bassi?
Nei Paesi Bassi, solo 44 dei 186 data center con potenza superiore a 500 kW hanno reso noti i consumi elettrici.
Cosa prevede la Convenzione di Aarhus?
La Convenzione di Aarhus garantisce il diritto di accesso alle informazioni ambientali e la partecipazione pubblica nelle decisioni.

Un’indagine recente ha messo in luce una preoccupante realtà: molti data center europei continuano a non rendere pubblici i dati riguardanti i loro impatti ambientali, nonostante le normative dell’Unione Europea che mirano a una maggiore trasparenza. Le informazioni cruciali, come i consumi di energia e acqua, l’uso di energie rinnovabili, il recupero del calore di scarto e l’efficienza dei sistemi di raffreddamento, rimangono in gran parte inaccessibili al pubblico.

L’Unione Europea ha adottato un approccio che prevede l’uso di etichette di efficienza simili a quelle degli elettrodomestici, piuttosto che la pubblicazione dei dati grezzi. Questo metodo complica ulteriormente la valutazione degli impatti ambientali a livello locale. Anche i campus iper-scalari, noti per la loro efficienza, continuano a essere significativi consumatori di elettricità e acqua.

Un esempio emblematico proviene dai Paesi Bassi, dove, su 186 data center con potenza superiore a 500 kW previsti entro la fine del 2025, solo 44 hanno reso noti pubblicamente i loro consumi elettrici e 47 i consumi idrici. Questo rende i Paesi Bassi uno dei paesi più trasparenti in Europa, ma la situazione è ben diversa in altri Stati membri.

In effetti, tentativi simili di ottenere dati trasparenti in tutti e 27 gli Stati membri dell’Unione Europea hanno spesso incontrato rifiuti. Le informazioni richieste non erano disponibili presso le autorità competenti o venivano classificate come riservate. L’indagine ha anche sollevato preoccupazioni riguardo alla Commissione Europea, accusata di aver ceduto a clausole di riservatezza richieste dall’industria.

In risposta a questa mancanza di trasparenza, è stata presentata una denuncia ai sensi della Convenzione di Aarhus, contestando violazioni delle garanzie relative all’accesso alle informazioni, alla partecipazione pubblica nelle decisioni e all’accesso alla giustizia in materia ambientale.

La questione della trasparenza nei consumi energetici e idrici dei data center non è solo una questione di conformità normativa, ma ha anche implicazioni significative per la sostenibilità ambientale. La crescente domanda di servizi digitali e il conseguente aumento del numero di data center richiedono un’attenzione urgente per garantire che le pratiche aziendali siano responsabili e sostenibili.

In conclusione, l’indagine evidenzia la necessità di un cambiamento nella cultura della trasparenza all’interno dell’industria dei data center. Solo attraverso un accesso aperto e chiaro ai dati sui consumi energetici e idrici sarà possibile valutare correttamente il loro impatto ambientale e promuovere pratiche più sostenibili.

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