Disuguaglianze nelle Performance Sanitarie: Un’Analisi Economico-Finanziaria delle Regioni Italiane
In Breve
- Qual è l'indice medio nazionale di performance sanitaria in Italia?
- L'indice medio nazionale di performance è cresciuto dal 43,4% del 2019 al 46,1% del 2025.
- Quali sono le regioni più performanti in Italia?
- Il Veneto, la Provincia autonoma di Trento e la Toscana sono le regioni più performanti.
- Qual è l'area con il maggior miglioramento percepito dai cittadini?
- L'accesso ai farmaci è l'area con il maggior miglioramento percepito, con il 30% a livello nazionale.
Negli ultimi anni, l’attenzione verso le performance dei sistemi sanitari regionali in Italia ha messo in luce l’importanza della dimensione economico-finanziaria. Questo aspetto contribuisce per il 12,7% alla performance complessiva dei servizi sanitari, posizionandosi al terzo posto dopo gli esiti (31,2%) e l’appropriatezza (27,5%). Rispetto alla rilevazione precedente, si è registrato un incremento di 1,6 punti percentuali, portando l’indice medio nazionale di performance dal 43,4% nel 2019 al 46,1% nel 2025.
Tuttavia, le disuguaglianze territoriali rimangono marcate. Il Veneto emerge come la regione più performante, raggiungendo il 64% del valore massimo teorico, seguito dalla Provincia autonoma di Trento (62%) e dalla Toscana (61%). Al contrario, la Calabria si colloca all’estremo opposto, con il valore più basso di performance, pari al 36%.
Le regioni che mostrano i migliori risultati economico-finanziari sono caratterizzate da una gestione efficiente delle risorse. La spesa sanitaria pubblica pro capite in queste aree si avvicina ai livelli medi europei, e la spesa sanitaria totale pro capite standardizzata indica un buon equilibrio tra costi e qualità dei servizi offerti.
Le regioni del Sud, come Calabria (36%), Sicilia (35%) e Molise (31%), continuano a registrare i livelli più bassi di performance. Tuttavia, ci sono segnali di miglioramento in alcune aree; ad esempio, la Calabria ha visto un incremento di 0,065 punti percentuali nel periodo 2019-2025.
Un aspetto interessante emerso dalla recente analisi è la valutazione della percezione di miglioramento dei servizi sanitari. Chi percepisce progressi si dichiara generalmente più soddisfatto, indipendentemente dal livello di performance. Tuttavia, solo il 18% della popolazione ha notato miglioramenti nel medio periodo, con variazioni regionali che vanno dall’8,6% del Trentino-Alto Adige al 25,9% di Abruzzo e Molise.
Particolarmente significativa è l’area dell’accesso ai farmaci, dove il 30% dei cittadini ha percepito un miglioramento. Al contrario, l’assistenza territoriale e la presa in carico della non autosufficienza rimangono ambiti critici, con quote di miglioramento percepito inferiori al 20%.
Le opinioni degli stakeholder del sistema sanitario riguardo all’importanza della dimensione economico-finanziaria variano: il management aziendale le assegna un peso del 20,2%, mentre le istituzioni e le professioni sanitarie le attribuiscono rispettivamente il 12,2%. Gli utenti, invece, le conferiscono un peso inferiore, pari al 6,5%.
In sintesi, nonostante il crescente riconoscimento della dimensione economico-finanziaria nella valutazione delle performance sanitarie, le disuguaglianze territoriali rimangono significative. La percezione limitata dei progressi, unita a criticità evidenti nei servizi territoriali e nella long-term care, richiede un impegno costante per migliorare l’efficienza, la qualità dei servizi e ridurre le differenze regionali.
