Il mercato televisivo italiano: Rai, Mediaset e Sky dominano, ma le piattaforme di streaming guadagnano terreno
Il mercato televisivo italiano: Rai, Mediaset e Sky dominano, ma le piattaforme di streaming guadagnano terreno
Il panorama televisivo italiano continua a essere dominato dai grandi gruppi tradizionali, con Rai, Comcast-Sky e Fininvest-Mediaset che controllano il 67% del mercato. In particolare, Rai detiene il 26,6%, Sky il 22% e Mediaset il 18,5%. Tuttavia, un cambiamento significativo si sta verificando: le piattaforme di streaming hanno visto crescere la loro quota di mercato fino al 23,3%, un incremento di 11 punti rispetto al 2021. Questo nuovo equilibrio segna l’emergere di un quarto polo in grado di attrarre un numero crescente di spettatori e abbonamenti.
Ricavi e fonti di finanziamento del settore televisivo
Nel 2025, il settore televisivo ha registrato ricavi per 8,9 miliardi di euro, con una crescita modesta dello 0,6%. Le offerte a pagamento, sia online che tradizionali, rappresentano la principale fonte di finanziamento, contribuendo per il 43,6% delle risorse. La pubblicità, che costituisce il 34,5%, e i fondi pubblici, inclusi i proventi del canone Rai, con il 21,9%, seguono come fonti di entrata.
La crisi dell’editoria tradizionale
Nonostante il predominio della televisione, il settore editoriale tradizionale sta affrontando una crisi profonda. La diffusione delle copie cartacee dei quotidiani è scesa a 1,2 milioni al giorno, con un calo del 9,3% rispetto all’anno precedente. I ricavi delle aziende editoriali sono diminuiti del 7,9%, mentre le vendite di quotidiani, sia cartacei che digitali, hanno registrato un calo dell’8,7%. Anche i ricavi derivanti da prodotti collaterali e pubblicità hanno subito contrazioni significative, rispettivamente del 23,6% e del 5,7%. I fondi pubblici ora rappresentano quasi il 10% delle risorse del comparto editoriale, evidenziando la crescente dipendenza da tali finanziamenti.
Il ruolo dei grandi gruppi tecnologici
Nel contesto del sistema integrato delle comunicazioni, i grandi gruppi tecnologici esercitano un’influenza sempre più significativa. Google, ad esempio, contribuisce con l’11,8% delle risorse, posizionandosi dietro Rai, mentre Meta supera l’8%. La pubblicità online ha raggiunto un valore di circa 7 miliardi di euro, con una crescita del 12,2%, mentre la pubblicità sui mezzi tradizionali si attesta intorno ai 5 miliardi.
Le sfide dell’intelligenza artificiale
L’Autorità ha recentemente messo in guardia sugli effetti delle tecnologie di intelligenza artificiale nel settore dei media. Le answer engines, che forniscono risposte sintetiche senza rimandare a fonti multiple, possono compromettere la pluralità delle voci nel dibattito pubblico. Inoltre, la sintesi dei contenuti da parte delle piattaforme potrebbe portare a una perdita di lettori, entrate pubblicitarie e abbonamenti per gli editori. È stata segnalata alla Commissione europea la necessità di affrontare il rischio per il pluralismo derivante dall’uso di sintesi generate dall’IA senza consenso e adeguata remunerazione.
Iniziative per la trasparenza e la remunerazione equa
Per affrontare queste sfide, è in fase di avvio un tavolo volontario tra editori e piattaforme per discutere temi di trasparenza, utilizzo dei contenuti e remunerazione equa, inclusa la regolamentazione delle applicazioni di IA generativa.
Il settore delle telecomunicazioni
Nel comparto delle telecomunicazioni, la copertura della fibra ottica (Ftth) ha raggiunto il 77,6% delle famiglie a fine dicembre 2025, con un aumento di 6,9 punti rispetto al 2024. Tuttavia, la capacità di convertire l’infrastruttura disponibile in attivazioni reali rimane una priorità. Attualmente, la penetrazione delle linee a banda larga è di circa 32,9 linee ogni 100 abitanti, scendendo a 27,6 per connessioni con velocità commercializzate di 100 Mbit/s e a 11,8 per collegamenti a 1 Gbit/s. Mentre la rete fissa continua a crescere (+7,2%), la rete mobile ha registrato una lieve contrazione (-0,6%), con ricavi poco sotto gli 11 miliardi di euro.
