Finanza

Micron: la Crescita in Borsa e la Carenza di Memoria per l’AI

Micron registra un'impennata in Borsa grazie alla crescente domanda di chip di memoria per l'AI, mentre la carenza di produzione si fa sentire nel settore.
Di redazione Giugno 29, 2026

In Breve

Qual è l'andamento delle azioni di Micron?
Le azioni di Micron sono aumentate del 236% nell'ultimo mese, raggiungendo circa 1.132 dollari per azione.
Qual è la causa principale della crescita di Micron?
La crescita è attribuita alla crescente domanda di chip di memoria per l'AI e alla carenza di produzione nel settore.
Cosa si prevede per il futuro della carenza di chip?
La carenza, soprannominata RAMageddon, è prevista perdurare fino al 2027.

Micron ha recentemente registrato una forte rivalutazione in Borsa, raggiungendo per un breve periodo una capitalizzazione di mercato di circa 1,27 trilioni di dollari. Questo valore si avvicina a quello di colossi come Meta e Tesla, con il titolo che ha visto un incremento del 236% nell’ultimo mese, chiudendo a circa 1.132 dollari per azione.

Il rialzo delle azioni di Micron è strettamente legato alla crescente domanda di memoria per l’intelligenza artificiale (AI) e al boom degli investimenti nei data center. Questa situazione ha generato una carenza di chip di memoria, in particolare DRAM, NAND e High-Bandwidth Memory (HBM). Un singolo server AI richiede infatti quantità di memoria significativamente superiori rispetto a un laptop. I principali produttori di sistemi AI, come Nvidia, insieme ai grandi hyperscaler — Microsoft, Amazon AWS, Google, Meta e Oracle — stanno acquistando enormi volumi di chip, spingendo anche altri clienti a fare scorte.

Questa carenza, soprannominata RAMageddon, è prevista durare fino al 2027 e sta già influenzando i prezzi di alcuni prodotti di consumo. Nel trimestre riportato, Micron ha visto i ricavi quadruplicare su base annua, raggiungendo 41,45 miliardi di dollari, mentre gli utili sono passati da 1,88 miliardi a 28,2 miliardi di dollari. Per il quarto trimestre, la società prevede un fatturato compreso tra 49 e 51 miliardi di dollari.

Per proteggersi da un eventuale eccesso di offerta futuro, Micron ha siglato una serie di accordi di fornitura a lungo termine, tra cui intese con Nvidia e con il laboratorio AI Anthropic. Inoltre, la società ha in portafoglio 16 accordi strategici con clienti nei settori data center, consumer e automotive, che potrebbero trasformare il suo modello di business.

La costruzione di nuova capacità produttiva richiede tempo e investimenti elevati, rendendo il settore vulnerabile a cicli di sovraccapacità. In questo contesto, alcuni analisti si mostrano ottimisti: Sebastien Naji, analista tech di William Blair, ha osservato che la crescita della domanda continua a superare la velocità con cui nuovi spazi produttivi possono entrare in funzione, confermando un giudizio positivo. Naji ha evidenziato la probabile continuazione della crescita dei prezzi medi di vendita e una maggiore visibilità dei ricavi grazie agli accordi strategici.

Tuttavia, resta incerta la capacità di Micron di evitare, nel lungo periodo, i normali cicli di mercato che possono portare a cali di domanda e sovraccapacità. Per un breve periodo, la società è risultata più valutata di alcuni dei giganti del settore, ma la vera sfida sarà mantenere questa posizione in un mercato in continua evoluzione.

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