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  • Intesa Sanpaolo annuncia un’OPAS su MPS: nasce la seconda banca italiana

    Intesa Sanpaolo annuncia un’OPAS su MPS: nasce la seconda banca italiana

    Intesa Sanpaolo ha ufficialmente lanciato un’offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria totalitaria su Banca Monte dei Paschi di Siena (MPS). L’operazione prevede un corrispettivo di 16 azioni ordinarie Intesa per ogni 10 azioni MPS, con un premio del 12,5% rispetto alla chiusura del 5 giugno.

    Questa iniziativa si inserisce in un contesto strategico volto a rafforzare la leadership di Intesa Sanpaolo nel Wealth Management e nella sostenibilità, senza alcun rischio di integrazione, grazie alla comprovata esperienza della banca nella gestione di fusioni.

    Per gestire le questioni antitrust, è stato siglato un accordo vincolante con Unipol Assicurazioni, che prevede la cessione di un’entità giuridica bancaria comprendente il marchio MPS e circa 635 filiali, per un corrispettivo tra 3 e 3,5 miliardi di euro. Intesa Sanpaolo manterrà Mediobanca e circa 625 filiali di MPS, conservando così una parte significativa delle operazioni.

    In seguito alla decisione di procedere con l’OPAS, il Consiglio di Amministrazione di Intesa ha approvato l’acquisto di una partecipazione del 3,01% in Assicurazioni Generali, insieme alla sottoscrizione di un contratto derivato per proteggere tale investimento.

    Intesa Sanpaolo ha anche convocato un’Assemblea Straordinaria per il 10 settembre 2026, per discutere un aumento di capitale che potrebbe arrivare fino a 5,7 miliardi di nuove azioni, da utilizzare a supporto dell’OPAS su MPS.

    Il CEO Carlo Messina ha dichiarato che questa operazione mira a stabilizzare il sistema bancario italiano, sottolineando come l’acquisizione di MPS e Mediobanca, insieme al 13,5% di Generali, rappresenti un passo cruciale per la creazione della seconda banca italiana. Messina ha evidenziato che l’operazione non solo rafforza la posizione di Intesa, ma consente anche a Unipol di fondere MPS con BPER, creando una nuova entità bancaria con una forte identità italiana.

    Riguardo a possibili concorrenti, Messina ha affermato che l’operazione è di mercato e chi offre di più avrà la meglio. Ha anche sottolineato l’importanza di mantenere i titoli di Stato all’interno del gruppo, contribuendo così alla stabilità del sistema economico italiano.

    Infine, Messina ha anticipato che le Fondazioni, attualmente al 20%, potrebbero ridursi al 16%, mentre gli azionisti privati di MPS, come Delfin e Caltagirone, potrebbero avere una partecipazione complessiva attorno al 6-7%. Ha concluso affermando che l’intenzione di Intesa è di mantenere la partecipazione in Generali senza entrare nella sua gestione.