Geopolitica

Meloni, Trump ed Erdoğan: cena di lavoro tra tensioni e spese Nato

La premier Giorgia Meloni ha partecipato ad Ankara a una cena con i leader della Nato, affrontando temi delicati legati alle spese militari e alle relazioni internazionali.
Di redazione Luglio 8, 2026

In Breve

Qual è stato il tema principale della cena tra Meloni, Trump ed Erdoğan?
Il tema principale è stato il nodo delle spese e degli impegni militari della Nato.
Come ha descritto Meloni i rapporti con gli altri leader?
Meloni ha descritto i rapporti come 'cordiali'.
Qual è l'obiettivo della spesa per la difesa italiana?
L'obiettivo è raggiungere il 5% del Pil entro il 2035.

La premier italiana Giorgia Meloni ha preso parte a una cena di lavoro ad Ankara, ospitata dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che ha riunito i leader di Stato e di governo della Nato. Tra i partecipanti, spiccavano il presidente americano Donald Trump, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico dimissionario Keir Starmer.

Il menù della serata, ispirato alla tradizione culinaria turca, ha incluso piatti tipici come ravioli e baklava, e l’atmosfera è stata definita cordiale. Al termine della cena, Meloni ha risposto ai giornalisti affermando che i rapporti tra i leader erano “cordiali”. Tuttavia, i temi discussi durante il pasto hanno riguardato questioni delicate legate alle spese e agli impegni militari della Nato.

Nel corso di un incontro bilaterale con Erdoğan, Trump ha espresso preoccupazioni nei confronti degli alleati, menzionando la possibilità di un ritiro delle truppe statunitensi dall’Europa e la necessità di “controllare” la Groenlandia. Riguardo alla premier italiana, Trump ha alternato critiche e complimenti, definendola “una brava persona” ma accusandola di non aver supportato gli Stati Uniti riguardo all’Iran e di aver rifiutato di partecipare alle operazioni nello Stretto di Hormuz.

Le tensioni tra Italia e Stati Uniti sono state amplificate dalla mancata concessione dell’utilizzo delle basi Nato, in particolare quella di Sigonella, per azioni contro l’Iran, e dalla decisione dell’Italia di non partecipare alla Prioritised Ukraine Requirements List per l’acquisto di armi statunitensi destinate a Kiev. Nonostante queste difficoltà, segnali provenienti dal Dipartimento di Stato e dal Pentagono indicano un’intenzione di continuare la collaborazione su vari dossier.

A margine del vertice, il vicepresidente e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un breve incontro con il segretario di Stato americano Marco Rubio, prima della cena programmata per i ministri degli Esteri della Nato, che si è svolta in contemporanea con quella dei capi di Stato e di governo.

La giornata è iniziata con l’accoglienza di Erdoğan e del segretario generale della Nato, Mark Rutte, e una foto di gruppo. La riunione plenaria a 32 membri si è svolta dalle 11:15 alle 14:00.

In vista del summit, l’Italia ha registrato un aumento della spesa per la difesa, salita al 2,8% del Pil, rispetto all’1,6% del 2024. Questo incremento è stato concentrato soprattutto sulla componente sicurezza, con 15 miliardi di euro destinati a questo settore, e una spesa “core” in armamenti al 2,1%. L’obiettivo dichiarato del governo italiano è di mantenere gli impegni sulle spese per la difesa e di arrivare al 5% entro il 2035.

redazione

Tutti gli articoli dell’autore →