Energia

Halaesa espande la produzione di avocado in Sicilia: 300 ettari entro il 2027

Halaesa amplia la sua base produttiva in Sicilia, puntando a 300 ettari di coltivazione di avocado entro il 2027, con un focus su pratiche sostenibili e biologiche.
Di redazione Agosto 5, 2026

In Breve

Qual è l'obiettivo di Halaesa in Sicilia?
Halaesa punta a espandere la propria produzione di avocado a 300 ettari entro il 2027.
Quali pratiche agricole utilizza Halaesa?
L'azienda utilizza pratiche di agricoltura biologica e rigenerativa.
Come si finanzia Halaesa?
Halaesa ha raccolto 9 milioni di euro da investitori e ha ottenuto finanziamenti a fondo perduto.

Halaesa, un’azienda emergente nel settore agricolo, ha annunciato un’importante espansione della sua base produttiva in Sicilia, raggiungendo una superficie totale di circa 300 ettari dedicati alla coltivazione di avocado. Questa crescita è il risultato dell’acquisizione di ulteriori 210 ettari, consolidando un progetto avviato con la sperimentazione di frutti tropicali nella regione.

Fondata nel marzo 2022 e trasformata in società benefit nel giugno 2024, Halaesa è il frutto di un’iniziativa di un gruppo di esperti in agricoltura, sostenibilità e finanza, alcuni dei quali vantano oltre dieci anni di esperienza nella coltivazione di frutti tropicali in Sicilia. I primi investimenti, supportati da un aumento di capitale e da finanziamenti bancari, hanno permesso l’acquisizione e l’impianto dei primi terreni a Tusa e a Noto.

Attualmente, circa 100 ettari sono già in produzione, mentre i nuovi 210 ettari saranno piantumati progressivamente entro la fine del 2027. Il modello produttivo di Halaesa si distingue per l’uso di tecniche avanzate, come la selezione dei suoli, l’irrigazione di precisione e il monitoraggio digitale, garantendo una gestione manageriale efficace. La produzione è certificata biologica e adotta pratiche di agricoltura rigenerativa, come l’inerbimento permanente e la minima lavorazione del terreno.

Il primo raccolto, che ha raggiunto circa 200 quintali, è stato venduto sui mercati italiano ed europeo tramite distributori che riforniscono la grande distribuzione. Halaesa sta anche progettando di lanciare un marchio proprio per il 2027-2028. A regime, la resa prevista è di 130-140 quintali per ettaro al settimo anno, con l’ingresso progressivo in piena produzione dei 300 ettari dal 2029. Il piano industriale prevede di arrivare a 500 ettari entro il 2032, con ricavi stimati tra 23 e 25 milioni di euro nel biennio 2033-2034.

L’irrigazione a goccia, alimentata da bacini di accumulo e pozzi di proprietà, è regolata da centraline che monitorano l’umidità del suolo. Nel 2025, il consumo d’acqua è stato di 806 m³ per ettaro. A Tusa è operativo un impianto fotovoltaico da 50 kWp, e il 96% dell’elettricità utilizzata dall’azienda proviene da fonti rinnovabili. Il piano per il 2026-2027 prevede l’installazione di tre nuovi impianti per una potenza complessiva di 180 kWp e un sistema di monitoraggio più preciso dei consumi idrici.

Attualmente, Halaesa impiega 27 persone, di cui 25 operai e due agronomi, senza ricorrere a lavoratori stagionali. Con l’espansione, sono previste ulteriori 25 assunzioni tra gli operai e l’ingresso di tre figure manageriali, portando l’organico diretto a 55 persone e generando ricadute positive anche per l’indotto locale. Nel 2025, l’azienda ha acquistato beni e servizi per 1,37 milioni di euro da fornitori siciliani, pari al 62% degli approvvigionamenti, con il 59% dei fornitori provenienti dalla Sicilia.

Per sostenere il proprio sviluppo, Halaesa ha raccolto 9 milioni di euro attraverso aumenti di capitale da investitori del Nord Italia, del settore farmaceutico e del private equity. Ha inoltre ottenuto circa 3 milioni di euro a fondo perduto tramite il quinto bando “Contratti di filiera” del ministero dell’Agricoltura e un finanziamento ipotecario di 20 milioni da UniCredit, Crédit Agricole Italia, Mediocredito Centrale e BdM Banca, che ha anche permesso di consolidare 4 milioni di euro di debiti precedenti.

Tra il 2028 e il 2029 è prevista la realizzazione di un impianto per la selezione del prodotto e una collaborazione con l’Università di Palermo per il recupero degli avocado di seconda e terza scelta e degli scarti nel settore nutraceutico. Francesco Mastrandrea, amministratore delegato di Halaesa, ha sottolineato che questa operazione rappresenta un segnale positivo per l’evoluzione del settore agricolo italiano, evidenziando l’importanza di una governance solida e di una strategia di sviluppo chiara per accedere a strumenti finanziari evoluti. Salvatore Malandrino, regional manager Sicilia di UniCredit, ha aggiunto che la banca è impegnata a fornire competenze specialistiche e soluzioni finanziarie per progetti che combinano innovazione, sostenibilità e crescita economica per il territorio.

redazione

Tutti gli articoli dell’autore →