Economia

Inflazione negli Stati Uniti: il tasso core raggiunge il 3,4% a maggio 2026

A maggio 2026, il tasso di inflazione core negli Stati Uniti ha raggiunto il 3,4%, il livello più alto da ottobre 2023, evidenziando le pressioni inflazionistiche in corso.
Di redazione Giugno 25, 2026

In Breve

Qual è il tasso di inflazione core negli Stati Uniti a maggio 2026?
Il tasso di inflazione core ha raggiunto il 3,4%, il livello più alto dal 2023.
Come si è comportata la spesa dei consumatori?
La spesa dei consumatori è aumentata dello 0,7% nel mese di maggio 2026.
Qual è l'impatto della guerra in Iran sull'inflazione?
L'impennata dei prezzi dell'energia legata alla guerra in Iran ha contribuito all'aumento dell'inflazione.

A maggio 2026, l’inflazione core negli Stati Uniti ha mostrato un incremento significativo, raggiungendo il 3,4%, il livello più alto dal 2023. Questo dato, che esclude le fluttuazioni dei prezzi di cibo ed energia, è stato comunicato dalla Federal Reserve e rappresenta un segnale preoccupante per la banca centrale, che sta affrontando una situazione economica complessa.

Secondo i dati pubblicati dal Dipartimento del Commercio, l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) ha registrato un aumento dello 0,3% nel mese, in linea con le aspettative di Dow Jones. Tuttavia, il tasso annuale del PCE, che include tutti i beni e servizi, ha mostrato un’inflazione del 4,1%, il livello più alto dal mese di aprile 2023.

La Federal Reserve considera il tasso core un indicatore più affidabile delle tendenze inflazionistiche a lungo termine. Questo perché l’inflazione è stata alimentata in gran parte dall’aumento dei prezzi dell’energia, una situazione che ha radici nella guerra in Iran e che sta influenzando altre aree dell’economia.

Nonostante l’aumento dell’inflazione, i dati mostrano che la spesa dei consumatori è rimasta robusta. Le spese per consumi personali sono aumentate dello 0,7% rispetto al mese precedente, superando le previsioni. Anche il reddito personale ha visto un incremento dello 0,7%, ben al di sopra della stima del 0,4%. Questo ha portato il tasso di risparmio personale a salire al 3%.

Il rapporto sull’inflazione arriva dopo un discorso del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, che ha sottolineato l’importanza della stabilità dei prezzi. Warsh ha dichiarato che la banca centrale si impegnerà a garantire la stabilità dei prezzi, dopo aver mancato l’obiettivo di inflazione del 2% per cinque anni consecutivi. Inoltre, i funzionari della Fed hanno rimosso indicazioni su possibili tagli dei tassi, suggerendo invece un aumento.

La situazione inflazionistica si complica ulteriormente, poiché i funzionari della Fed hanno espresso preoccupazioni riguardo a un aumento generalizzato dei prezzi, che potrebbe essere influenzato anche da dazi e altre pressioni esterne. Alcuni membri della Fed hanno dissentito in precedenti riunioni, preoccupati per il linguaggio utilizzato nelle comunicazioni ufficiali.

Altri dati economici pubblicati giovedì indicano che l’economia americana si trova in una posizione relativamente forte. Il prodotto interno lordo (PIL) è aumentato a un ritmo annualizzato del 2,1% nel primo trimestre, superando le aspettative. Questo incremento è stato in parte attribuito a una revisione al ribasso delle importazioni, che influiscono negativamente sul PIL.

Inoltre, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese a 215.000 nella settimana conclusasi il 20 giugno, un calo di 12.000 rispetto alla settimana precedente e migliore delle stime di 223.000.

In conclusione, l’aumento del tasso di inflazione core a maggio 2026 evidenzia le sfide che la Federal Reserve deve affrontare nel mantenere la stabilità economica, mentre la spesa dei consumatori continua a mostrare segnali di forza.

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