Riforma della Casa Imperiale Giapponese: Nuove Normative per le Donne e Adozioni
In Breve
- Quali sono le principali novità della riforma della Casa imperiale giapponese?
- La riforma prevede che le donne possano rimanere nella Casa imperiale dopo il matrimonio e introduce la possibilità di adottare maschi da famiglie imperiali decadute.
- Chi potrà essere adottato secondo la nuova legge?
- Potranno essere adottati uomini di almeno 15 anni, discendenti delle undici famiglie collaterali che hanno perso lo status imperiale nel 1947.
- Ci sono possibilità di rivedere la legge in futuro?
- Sì, la legge prevede una revisione ogni 30 anni in base alla situazione numerica dei membri della famiglia imperiale.
Il governo giapponese ha recentemente approvato un disegno di legge in una riunione straordinaria di gabinetto, volto a rivedere la Legge sulla Casa imperiale. Questa riforma si propone di garantire un numero sufficiente di membri della famiglia imperiale, affrontando così le preoccupazioni riguardanti la successione al trono.
Una delle principali novità introdotte dal disegno di legge è la possibilità per le donne della famiglia imperiale di rimanere nella Casa imperiale anche dopo il matrimonio. Inoltre, viene prevista la possibilità di adottare maschi provenienti dagli ex rami imperiali, che hanno perso il loro status dopo la Seconda guerra mondiale.
Per le donne già membri della famiglia imperiale al momento dell’entrata in vigore della legge, è prevista una misura transitoria: potranno scegliere di lasciare la Casa imperiale al momento del matrimonio, ma non saranno obbligate a farlo. Se decidono di rimanere, saranno soggette alla legge sul registro anagrafico di base, come i comuni cittadini, anziché al registro speciale attualmente previsto per i membri della famiglia imperiale.
Il disegno di legge stabilisce che potranno essere adottati uomini di almeno 15 anni, senza coniuge né figli, discendenti delle undici famiglie collaterali che hanno perso lo status imperiale nel 1947. Tuttavia, i maschi adottati non avranno diritto alla successione al trono, sebbene un figlio maschio nato dopo l’adozione potrà avere accesso alla successione secondo l’attuale normativa.
In aggiunta, il disegno di legge prevede la possibilità di rivedere le normative ogni 30 anni, in base alla situazione numerica dei membri della famiglia imperiale. Il testo sarà presentato al Parlamento con l’obiettivo di essere approvato nella sessione in corso.
Durante una recente riunione della commissione Regolamento della Camera bassa, i partiti di opposizione hanno scelto di non partecipare in segno di protesta contro la gestione parlamentare della maggioranza. Il Partito liberaldemocratico ha proposto che l’esame del disegno di legge avvenga all’interno della stessa commissione, con la partecipazione del presidente e del vicepresidente della Camera, e la questione sarà ripresa in presenza dell’opposizione.
Il partito di maggioranza, Nippon Ishin no Kai, ha accettato la presentazione del testo, nonostante alcune critiche interne riguardo alla soglia di 15 anni per l’adozione. Questa riforma nasce dall’esigenza di aumentare il numero di componenti maschi della famiglia imperiale, dato che attualmente l’unico maschio della prossima generazione è Hisahito, diciottenne figlio del fratello minore dell’imperatore e secondo in linea di successione dopo il padre Akishino.
È importante notare che il governo guidato da Sanae Takaichi, la prima donna premier del Giappone, non ha incluso nella proposta la riapertura della possibilità per le donne di ascendere al trono, nonostante i sondaggi mostrino un favore dell’opinione pubblica verso tale ipotesi. In passato, il Giappone ha avuto otto imperatrici regnanti, l’ultima delle quali fu Go-Sakuramachi, che regnò dal 1762 al 1771. L’ascesa al trono di una donna è stata giuridicamente esclusa dopo la Restaurazione Meiji nel 1868, e il divieto è stato formalizzato nel 1889.
